COME RENDERSI IRRESISTIBILI. IL CASO PORNHUB – part 2

Dopo il post precedente, in questa seconda parte riporto alcune riflessioni sulle strategie di marketing utilizzate da Pornhub. Un’introduzione al lavoro di Emanuela Ciuffoli di cui si è parlato a  Bologna  (e che nel 2017 diverrà un libro (che non vedo l’ora di leggere).

Perché si è scelto di parlare di una piattaforma di contenuti pornografici e non di altri esempi? Le ragioni sono diverse.

Pornhub marketing alessio conti Shirtless sexy male model lying alone on his bedPornhub è un brand che ha saputo intercettare e raccogliere la sfida di presentarsi sul mercato proponendo una piattaforma tecnologicamente evoluta capace di far parlare di sé al di là del settore di riferimento.

L’azienda è divenuta una potenza a livello mondiale grazie alla qualità dei servizi, content curation, all’attenzione al cliente e ad una strategia raffinata ed efficace per comunicare con il mondo imprenditoriale: per la sua capacità di creare storie. 

Utilizzando le parole di Andy Hayward di CBS news,

“Every company is a media company“

tutte le imprese sono società di media. E Pornhub non fa eccezione e lo sa.

E poi perché dopo tante noiose ricerche svolte negli anni, questa è di gran lunga la più eccitante.

Pornhub content marketing Sexy woman wearing red glamor sunglasses eating strawberrySconvolge ancora parlare di pornografia nel 2016? Forse pubblicamente, ma evidentemente non in privato visti i flussi di traffico verso i siti hot (e le community che si costituiscono attorno ad essi).

Ma se è vero che l’interesse nei confronti del porno non è una novità dell’era digitale occorre invece riflettere su come Pornhub sia riuscita ad inserirsi e a differenziarsi dai competitor, creando identità, affiliazione ed adesione attorno al Brand. Come ha fatto?

Beh. Dandoci dentro.
Offrendo una quantità enorme di contenuti e servizi, ottimizzando la user experience, creando una community attorno ad un brand forte che tra l’altro, grazie a campagne ADV mirate e storytelling,ha contribuito a superare il tabù della pornografia. 

Un esempio di queste campagne  (e di scontro tra mindset e generazioni) è quello relativo alla diatriba avutasi con il Consorzio Parmigiano Reggiano: il caso che mi piace definire Parmhub .

Tutto accadeva poco più di un anno fa quando uno spot promozionale di Pornhub Premium paragonava il servizio online con l’eccellenza nostrana.

Lui dice: compriamo il Parmigiano Reggiano (pronunciata in modo impeccabile e assolutamente riconoscibile)! E lei: Ma come ti sei fatto fooooodie, gourmant, pretenzioso (asserendo al fatto che si tratta del prodotto più costoso).

Lui risponde: Ma questo è il PornHub Premium dei formaggi!
E quindi vediamo lei mettere in dubbio le sue scelte più economiche, ma di peggiore qualità.

Se Parmigiano Reggiano è un’eccellenza indiscutibile dal punto di vista gastronomico e alimentare sul piano delle strategie digitali, in questo caso, ci lascia qualche dubbio.
La risposta del Consorzio non si fece attendere imponendo la rimozione della pubblicità.

Pornhub fu costretta a rivedere la sua campagna e lo fece in pieno stile, mantenendosi nel proprio campo semantico ed utilizzando la censura che aveva subito come rinforzo a sostegno della pubblicità.

Il risultato fu questo: irriverente ed ancora più efficace.

Parmigiano Reggiano, che tra l’altro ha un paio di problemi  nel far capire la differenza tra il vero formaggio DOC e le innumerevoli imitazioni dai nomignoli astrusi che affollano i supermercati all’estero, perse, secondo molti, un’opportunità.

Ciò che sicuramente emerge è che nell’equazione/metafora brand-persona, il partner con cui tutti vorremmo uscire e quello che uccide il nostro desiderio sono facilmente riconoscibili.

Per inciso a Reggio Emilia, città da cui provengo e in cui di Parmigiano Reggiano dovremmo intendercene, il nostro formaggio è anche definito “Induridor” proprio in virtù delle sue presunte proprietà benefiche nelle prestazioni sessuali maschili.

All’epoca mi divertii pubblicando su Facebook queste due provocazioni.

parmigiano reggiano

induridorParmigiano Reggiano quindi non ho saputo o voluto utilizzare quel momento per creare un ambiente di conversazioni, per raccontarsi al pubblico oltreoceano, in modo nuovo e coinvolgente, stimolando sensazioni positive forse per paura di discostarsi dall’immagine rassicurante e famigliare con cui veicola normalmente i propri messaggi.

Peccato però….Sarebbe stato sulla bocca di tutti. (e non è un pay off).

Se è vero che il Marketing è identità e narrazione di marca allora, allora occorre inserire la propria strategia di contenuti all’interno del flusso di conversazioni (real time marketing) e a volte l’ironia può essere una buona scelta. E non solo a livello di marketing.

Non possiamo dire come si evolverà il marketing da qui a dieci anni (local marketing, iBeacons, realtà virtuale, bande superveloci, droni, wearable technology influenzeranno il panorama in modo incisivo) ma nel binomio interattivo brand/persona possiamo immaginare che i brand di successo saranno proprio quelli che più ci ascolteranno e ci parleranno in modo stimolante e non banale; brand con i quali possiamo interagire per raccontare insieme delle storie non solo secondo logiche top-down ma di tipo orizzontale e transmediale.