Sull’utilità e il danno del content marketing per la vita

Non avrei mai immaginato di passare tanto tempo della mia vita a leggere liste di cose da fare e da non fare sui social, di dover aprire un profilo al giorno per testare l’ultima app di android o l’ennesimo innovativo tool di gestione social. Tantomeno nessuno mi aveva detto di dover quotidianamente inventare storie, a esclusione di quelle per giustificare assenze a scuola.

Poi la TV ha perso di appeal non arrivando a comunicare ad intere aree di popolazione. La carta stampata è in crisi, i budget si riducono e nel frattempo qualcosa è cambiato. Dunque bisogna inventarci qualcosa. E questo qualcosa si creda debba avere effetti speciali, portare risultati tangibili ed immediati (qualcuno direbbe che sarebbe costato meno fare la rivoluzione e bella e finita. Invece no). Ricerchiamo il nuovo, lo stupore, il goal, la narrazione, un’idea creativa. Ossessionate dalla recensione negativa o dall’impressione di non esserci (non esserci abbastanza o non esserci nel modo giusto) molte aziende aprono quaranta profili di social network (che forse un domani potrebbero prendere piede). E intanto noi scriviamo, postiamo, pinniamo, ritwittiamo, sceringhiamo e tutte le brutture di un vocabolario improbabile emergono nella loro più fulgente verità: l’inconsistenza del contenuto, fuffa che sappiamo essere fuffa e che in pochi ammettono che lo sia. Per carità ogni tanto anche la fuffa può fare bene, nelle giuste proporzioni però.

Il 90% dei contenuti sul web non vengono letti da nessuno. Al di là delle molte considerazioni che si potrebbero fare i nmerito credo che sia tempo di tornare a comunicare cose serie. Non post che fanno numero per piacere a Google, al suo ragnetto, ai robottini e al misterioso algoritmo, Sfinge del terzo millennio, ma contenuti reali che piacciano anzitutto a noi, al nostro pubblico, alle persone con cui intendiamo instaurare una relazione duratura.

Molte aziende trascurano l’importanza dello storytelling, di un dialogo profondo e reale con il cliente, sensato, ragionato e con una strategia precisa. Molti ritengono il content marketing e il social media marketing come attività appannaggio di grandi Brand a causa dei tempi che queste richiedono. Ma non credo sia così. Se è vero che forse non ci aiuteranno a vendere un articolo quest’oggi, di sicuro sapranno costruire qualcosa che va ben oltre il processo di acquisto: la fiducia, la simpatia e con un po’ di fortuna anche un certo affetto. Qualcosa di valore inestimabile e dai risultati duraturi che, in tempi di crisi e in un mercato fortemente concorrenziale, può rappresentare il metro di giudizio tra i sommersi ed i salvati.