Essere umani nell’Iperstoria

“Humanity beyond Humanity” è stato un TEDxTalk davvero emozionante.

❌ Felice e orgoglioso di fare parte di questo pazzo Team reggiano: un gruppo di sognatori e ricercatori che non si ferma davanti a niente e che è in grado di stimolare sempre nuove idee, emozioni e prospettive. Ecco il mio personale racconto della giornata!❌

Dopo i TEDxSalon “Engaging Diversity”, “Work in Action” e “Porous Borders”, il Team di Reggio Emilia ha organizzato “Humanity beyond Humanity”, un TEDxTalk orientato ad indagare i processi e gli sviluppi della coscienza e della società alla luce dell’avvento del digitale. Nel mondo che Luciano Floridi definirebbe Infosfera le ICTs stanno infatti modificando radicalmente il nostro modo di conoscere, comunicare, lavorare, apprendere e addirittura amare.

Foto: Irene Ferri

La domanda che ci si pone è quindi cosa ci si debba attendere in futuro, cosa significhi essere umani e su quali basi orientare la ricerca e lo sviluppo di una nuova umanità.

Domenica 28 ottobre al Centro Internazionale Loris Malaguzzi, in una sala gremita, pullulante di idee ed energie, i diversi speaker hanno portato luce su queste domande, ponendo altre, portando dati, statistiche e soprattutto esperienze personali incredibili. 

Pepper –  il robot amico dei bambini

Gli speaker

Roberto Mancin, informatico pediatrico del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino di Padova, insieme al robot Pepper ci ha spiegato come l’uso di macchine empatiche possa essere utile nel trattamento di ansia e stress in condizioni ad esempio di lunghe ospedalizzazioni. Bambini e famiglie ritrovano così momenti di sorriso in situazioni non sempre facili. 

Giovanni Torreggiani, poeta silenzioso, ci ha raccontato la sua storia, il suo percorso. Una vita partita davvero in salita, una vita da campione vero. La sua testimonianza ci ha invitato a guardare con un occhi diversi la disabilità, ci ha ricordato che non sempre non essere in grado di parlare significhi non essere in grado di pensare o di amare e ci ha lasciato con un un ultimo pensiero: 

Foto: Irene Ferri

Noi tutti aspiriamo ad un futuro bello e intelligente.

Annalisa Rabitti, ci ha parlato del “coraggio di essere fragili”, di come a prtire da un’esperienza personale si possano creare opportunità per un’intera comunità. Reggio Emilia città senza barriere infatti coinvolge ora centinaia e migliaia di persone nell’intento di superare gli ostacoli non solo di tipo architettonico, ma soprattutto culturali e di come la ricchezza possa emergere proprio nella fragilità. Il Manifesto della Bellezza, altra giornata intensa in cui noi di TEDxReggioEmilia abbiamo partecipato, è frutto proprio di questo spirito.

Diego Ingrassia, esperto di analisi del comportamento e CEO dell’IG Management, ci ha parlato del ruolo delle emozioni e delle relazioni umane nel mondo dominato dal virtuale.

Foto: Irene Ferri

Lisa Iotti, giornalista reggiana redattrice di Rai 3 – Presadiretta, ci ha messo in guardia rispetto a uno dei rischi più gravi nel passaggio dal libro stampato al video: l’attenzione. 8 secondi. Questa è la soglia della nostra attenzione. Stiamo barattando la semplicità con la profondità, la quantità con la qualità e perdendo uno dei piaceri, e dei talenti, che hano permesso l’evoluzione della cultura e della tecnica: la lettura e la scrittura silenziose.

Grazie a tecnologia di eye tracking si è dimostrato come sia mutato il nostro approccio con i testo. Probabilmente anche nel leggere questo post state spostando lo sguardo sullo schermo alla ricerca di immagini, elenchi puntati e parole chiave. Nel frattempo notifiche, mail, messaggi e squilli di telefono potrebbero avervi distratto. E anche in caso di assenza di fattori contingenti ormai la nostra mente è sempre in ascolto di segnali esterni.  Saltiamo da uno stimolo all’altro come schegge impazzite con il risultato di diventare sempre più reattivi e impulsivi e sempre meno in grado di elaborare un pensiero strutturato e coerente. L’invito allora è quello di recuperare l’attenzione, non intesa come concentrazione verso qualcosa ma come apertura a qualcosa o a qualcuno.

Foto: Irene Ferri

L’attenzione è la forma più rara e più pura di generosità. – Simon Weil

Il rapporto tra affettività e genetica è stato al centro dell’intervento della psicologa e counselor/psichiatra e psicoterapeuta Erica Poli. La nostra biografia ha un peso sulla nostra salute.

A differenza di quanto si credeva in passato il nostro DNA può mutare. Non solo questo comunica con l’esterno ma riceve informazioni. Il DNA è un potenziale che può essere totalmente modificato dall’ambiente.  Le nostre memorie e le nostre esperienze possono aiutarci a guarire. E come comunicare con il nostro DNA? Con le parole, con i gesti e soprattutto con quella forza potentissima in grado di alimentare il nostro connettoma: l’amore.

Sara Melotti ci ha aperto gli occhi su come le vite degli influencer siano in realtà frutto della manipolazione continua di immagini. Le vite da sogno spesso propongono ideali estetici e di vita assolutamente aspirazionali privi di ogni concreto ancoraggio. Dopo alcuni anni ha deciso di lasciare la vita patinata della moda per lavorare fianco a fianco con ONG. Le sue foto, sempre bellissime, raccontano oggi storie vere di uomini, donne, bambini di tutto il mondo. 

Ivano Eberini, Ricercatore di Biochimica, ci ha parlato di come i social stiano modificando la nostra capacità di percezione e di autoconsapevolezza. 

Menzionando l’effetto Dunning-Kruger ha spiegato come vi siano bias cognitive che distorcono la realtà. Il risultato è che individui poco esperti in tendano a sopravvalutare le proprie capacità e conoscenze autovalutandosi, a torto, esperti in un determinato campo. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti. Nel mondo del social fenomeni come filter bubble ed echo chamber tendono così a confermare le nostre ipotesi, anche se errate. Il potere della Rete fa sì che il comportamento negativo di un singolo individuo influenzi quello di tutti gli altri

Il pubblico in sala

Roberta Gilardi con il talk La farfalla nella teca  ha perlustrato il mondo digitale, una società in cui i mutamenti tecnologici avvengono a ritmi vertiginosi. Ha menzionato diversi film e app che paiono presagire mondi non così impossibili. Il protagonista di “Her” si innamora di un programma Intelligenza Artificiale così intelligente da annoiarsi in sua compagnia e quindi lasciarlo. L’episodio Nosedive di Black Mirror sembra essere solo un’anticipazione di quanto sta accadendo ora in Cina dove sono stati introdotti “punteggi social” per l’accesso a determinati servizi. Roberta Gilardi ha anche menzionato Woebot, un’app che a partire dalla misurazione di alcuni parametri biometrici offre indicazioni, musiche ed esercizi di meditazione per ridurre lo stress.

Ha poi ripreso alcuni concetti di Luciano Floridi parlando di “data objects” e ha affermato:

In questa dimensione non siamo nel business, siamo il business.

Ciò che però possiamo fare è essere consapevoli, dare valore al capitale semantico, perché, almeno ad oggi le macchine non sono in grado di dare significato alle cose e all’esperienza, attivando il nostro spirito critico e comportamenti di privacy attiva.

Marco Menegus – ci ha parlato di una “umanità delle nature imperfette”.Affetto da fibrosi cistica, Marco è stato il primo trapiantato bipolmonare a salire oltre quota 4000 metri con gli sci d’alpinismo. “Io vivo grazie alla tecnologia. State ascoltando la voce del mio donatore.” La tecnologia è anche questo.

Mikkel Mathiesen

Mikkel Mathiesen è un ragazzo che ha davvero emozionato la sala. Studente e commesso Reggiana calcio con “Io esisto e sono felice” ci ha spiegato cosa significhi avere la sindrome di Down, come questa per lui non sia una malattia ma uno stie di vita. Mikkel ci ha raccontato dei suoi viaggi, dei suoi amici, della sua ragazza e dei suoi progetti. Mikkel è felice ma ha detto di rattristarsi di fronte a quei casi in cui la società esclude ed emargina.

Claudio Maestrini ha iniziato raccontandoci una storia.

Un giorno nella foresta scoppiò un grande incendio. Tutti gli animali fuggivano alla ricerca di riparo. Solo un colibrì si tuffò nel fiume per raccogliere un po’ di acqua e cercare di spegnere il fuoco. Quelle gocce chiaramente non sortirono effetto ma furono di ispirazione per gli altri animali, i quali dapprima lo schernirono ma poi si coalizzarono con lui arrivando a domare l’incendio. Anche una goccia d’acqua può essere importante. E Claudio di gocce ne ha portate tante nelle sue missioni in qualità di medico operante in situazioni di guerra. 

Un evento che ha regalato momenti di grande emozione e che ha sostenuto un processo di condivisione di idee che meritano di essere diffuse. Alla prossima edizione!

COS’È TED 

Technology, Entertainment, Design è un’organizzazione no-profit votata alle “idee che meritano di essere diffuse” – “ideas worth spreading”. Iniziata come una conferenza di quattro giorni in California oltre 30 anni fa, TED è cresciuto nella sua “mission” attraverso molteplici iniziative. Nella Conferenza annuale di TED i maggiori protagonisti del “pensare” e del “fare” sono invitati a raccontare le proprie idee in presentazioni brevi, di massimo 18 minuti. I loro interventi sono messi a disposizione, gratuitamente, sul sito ted.com.

Io con Laura Credidio e Sara Gilioli

COS’È TEDx

Nello spirito di “idee che meritano di essere diffuse” TED ha lanciato un programma chiamato TEDx, di eventi locali, organizzati in modo indipendente, che si propongono di riunire le persone per condividere un’esperienza simile a quella che si vive con TED. A tutti gli eventi TEDx, presentati dal vivo, performance e proiezioni di video tratti da TEDTalks sono combinati per stimolare relazioni e discussioni all’interno di gruppi di piccole dimensioni. Le conferenze di TED forniscono il modello guida generale per gli eventi TEDx, ma i TEDx locali sono realizzati in modo indipendente.

Grazie a Irene Ferri per alcune delle splendide foto di questo articolo!